Capita a tanti artisti: hai idee a volontà, hai una sensibilità fuori misura, magari hai anche tecnica sopraffina… eppure ti senti fermo.
Non perché “ti manca qualcosa”, ma perché dentro o fuori succedono troppe cose tutte insieme.
Ti siedi, guardi il lavoro, e parte una specie di rumore di fondo: giudizio, aspettative, confronto, pressione. E alla fine rimandi.
Oppure inizi mille cose e non ne concludi nessuna. O magari crei, ma non riesci a far uscire nulla nel modo in cui desideri.
In questi casi spesso serve una mappa che ti aiuti a capire cosa sta succedendo e, soprattutto, cosa fare per ripartire.
Lo S.C.O.R.E. è proprio questo.
Che cos’è lo S.C.O.R.E.
Lo S.C.O.R.E. è uno strumento di coaching in cinque passaggi. È una griglia che ti permette di prendere un blocco (quello che senti) e trasformarlo in un percorso pratico (quello che fai). Le lettere stanno per:
S - Situazione attuale: che cosa succede oggi, in modo osservabile.
C - Cause: che cosa mantiene il blocco che stai vivendo.
O - Obiettivo: che cosa vuoi ottenere, in modo chiaro e realistico.
R - Risorse: cosa ti serve per passare dal punto in cui ti trovi a quello in cui vuoi arrivare.
E - Effetti: come capisci che sta funzionando (quali effetti avrai una volta raggiunto i tuoi obiettivi).
L’idea è semplice: invece di restare nel “mi sento bloccato”, inizi a descrivere il perché, capire il come, scegliere il quanto e quando, e misurare il dove. E quando hai una direzione chiara, spesso l’energia torna.
Perché funziona bene per gli artisti
Gli artisti hanno una caratteristica meravigliosa: una sensibilità altissima. Questa sensibilità è la fonte del loro lavoro, ma può diventare anche la fonte del blocco quando entra in conflitto con alte aspettative, giudizio di se stesso o degli altri e paura di essere bloccati, che a volte sembra un per sempre.
Molti blocchi non sono mancanza di creatività. Sono un mix di fattori come:
- perfezionismo (se non è perfetto, non vale),
- paura del giudizio (se lo mostro e non piace, fa male),
- confusione (troppe idee tra cui non so scegliere),
- pressione (deve uscire un lavoro “importante” e fatto benissimo),
- mancanza di struttura (decidere tutto ogni giorno stanca e poi il giorno dopo ripartire senza una bussola),
- attrito pratico (studio non pronto, poco tempo, mille interruzioni, mille pensieri).
Il modello S.C.O.R.E. ti aiuta a mettere in ordine il tuo percorso artistico senza sterilizzare la parte emotiva. Non elimina la sensibilità: la rende gestibile.
Michele Piantoni può esserti d’aiuto.
S - Situazione attuale: descrivi i fatti che stai vivendo
Quando sei in blocco, spesso ti dici frasi tipo “sono inconcludente”, “non valgo”, “non ho più ispirazione”. Queste frasi ti fanno male e non ti aiutano.
Con lo S.C.O.R.E. fai una cosa diversa: descrivi la situazione come farebbe una telecamera. Senza giudizio.
Esempi pratici per un artista possono essere:
- negli ultimi due mesi ho iniziato varie opere e non ne ho finita nessuna.
- entro in studio e dopo dieci minuti mi distraggo e mollo.
- ho un lavoro quasi pronto, ma non lo pubblico mai.
- quando penso di fare una serie mi sento subito schiacciato.
- quando devo dare un prezzo mi irrigidisco e rimando.
Un piccolo trucco: prova a specificare anche quando e dove succede. Il blocco non è sempre uguale: cambia in base al momento, al contesto e al tipo di lavoro.
C - Cause: che cosa lo mantiene vivo
Qui non si tratta di “trovare la colpa”. Si tratta di capire il meccanismo che mantiene il blocco attivo.
Le cause tipiche sono:
- perfezionismo: se non è fatto perfettamente non è degno di essere acquistato.
- paura del giudizio: se non piace agli altri, significa che io non valgo.
- confronto: vedo altri artisti e mi sento indietro.
- obiettivo troppo grande: voglio concludere un'opera enorme in due giorni.
- confusione: troppe idee, troppe tecniche.
- contesto: studio disordinato o tempi frammentati, colori non all’altezza o tele non di qualità
Spesso non è una causa sola. È un circuito.
O - Obiettivo: una meta raggiungibile? Se sai come pianificarla!
Un obiettivo utile per uscire dal blocco di solito ha tre caratteristiche:
- è semplice abbastanza da essere fattibile (eviti il sovraccarico e l’ansia da prestazione).
- è chiaro (non vago).
- dipende in parte da te (azioni, routine, scelte).
- è sostenibile.
- è espresso in positivo (non ha dentro il non. Es. non riuscirò mai a farlo).
Esempi di obiettivi sbloccanti per artisti:
- per due settimane faccio 30 minuti al giorno di lavoro leggero: bozzetti, studi, prove.
- chiudo tre lavori piccoli in dieci giorni, senza volere la perfezione.
- realizzo un’opera e la considero finita al primo colpo.
- scelgo un tema e ci lavoro per una settimana.
- pubblico un work in progress a settimana per un mese.
Se leggendo l’obiettivo ti sale ansia immediata, spesso significa che è troppo grande o troppo importante. In quel caso riduci.
R - Risorse: quello che ti serve davvero
Le risorse non sono solo materiali. Sono anche struttura, contesto, persone, energia e abitudini.
Risorse utili per artisti che sono in un blocco:
- tempo minimo protetto (anche 20–45 minuti) con timer in cui lavorare senza distrazione.
- rituale di avvio (5 minuti di schizzi, musica, preparazione semplice e felice).
- vincoli che ti liberano (opera in formato piccolo, palette limitata, una tecnica sola).
- studio pronto (materiali già fuori pronti per essere utilizzati, meno attrito e disordine anche mentale).
Una cosa che sblocca molto: definire il tuo “kit minimo”. Cioè: cosa mi serve per lavorare anche in una giornata storta? Se lo prepari, ripartire diventa più facile tutto il resto.
Michele Piantoni può esserti d’aiuto.
E - Effetti: come capisci che sta funzionando
Qui avviene un cambio: smetti di misurare la tua qualità come persona e inizi a misurare segnali concreti di ripartenza. Inizi a immaginarli (e se li immagini prima o poi diventano concreti).
Effetti semplici che puoi osservare e pensare anche prima che si realizzino:
- numero di sessioni fatte e compiute.
- numero di bozzetti completati.
- numero di opere finite, anche piccole.
Poi ci sono gli effetti più personali: meno ansia, più fiducia, più chiarezza.
Apriti alla curiosità anche in questo campo. La chiave è quella di essere libero e credere di volere molto di più.


Michele Piantoni