Il 12 marzo è uscito l’Art Basel & Ubs Art Market Report 2026 che ci descrive l’andamento del mercato dell’arte nel 2025. Analizziamo insieme i dati.
Nel 2025 il mercato globale dell’arte ha registrato una crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Dopo due anni più deboli, è un segnale importante. Significa che il sistema ha ritrovato una certa vitalità, anche se non siamo ancora ai livelli del picco raggiunto nel 2022.
Questo dato però non va letto in modo troppo semplicistico. Non siamo davanti a una ripresa omogenea e lineare. Alcuni segmenti si muovono meglio di altri, alcune aree geografiche mostrano maggiore forza, mentre altre fanno più fatica a trasformare le condizioni favorevoli in una crescita concreta.
Ed è proprio qui che il report diventa interessante anche per gli artisti che non si muovono nella fascia più alta del mercato. Perché aiuta a leggere il contesto con più lucidità, senza affidarsi a slogan generici sul fatto che “il mercato si è ripreso”.
Italia e mercato dell’arte: perché il dato del 2025 è deludente
Il dato italiano è uno dei punti più significativi del report. Nel 2025 il mercato dell’arte in Italia ha registrato una contrazione del 2%.
Preso da solo, potrebbe sembrare un calo contenuto. Ma il problema è un altro. Questo risultato arriva in un momento in cui ci si sarebbe aspettati una reazione diversa, anche alla luce dell’abbassamento dell’IVA al 5%, che avrebbe dovuto rendere il sistema più competitivo e attrattivo. In teoria, questa misura avrebbe potuto favorire il mercato italiano. Nei numeri del report, però, questa spinta non emerge davvero.
Ed è proprio questo a rendere il dato deludente. Se in presenza di condizioni fiscali più favorevoli non si vede una vera ripresa, significa che il tema non è solo fiscale. Evidentemente restano fragilità strutturali, lentezze e limiti che continuano a frenare il mercato italiano.
Per un artista questo è un punto importante. Significa che oggi, in Italia, non si può contare su un contesto che ti sostiene automaticamente. Serve ancora molta capacità di orientarsi, di presentarsi in modo professionale e di costruire da sé un percorso credibile e solido.
Crescita del mercato dell’arte: i Paesi che salgono e quelli che scendono
Uno degli elementi più utili del report è il confronto tra i diversi Paesi. Per capire davvero il momento che stiamo vivendo, bisogna guardare proprio qui.

Nel 2025 i Paesi che hanno registrato una crescita sono questi:
- Stati Uniti: +5%
- Regno Unito: +2%
- Cina: poco più di +1%
- Francia: +9%
- Svizzera: +13%
- Austria: +13%
- Spagna: +6%
- Corea del Sud: +6%
I Paesi che invece hanno registrato un calo sono:
- Germania: -10%
- Italia: -2%
- Giappone: -1%
Questi numeri mostrano con chiarezza che la ripresa non è stata distribuita in modo uniforme. La Francia cresce bene e rafforza il proprio ruolo in Europa. La Spagna cresce. La Svizzera e l’Austria fanno segnare un risultato ancora più forte. L’Italia, invece, non riesce a trasformare questo momento in una vera opportunità.
Mercato dell’arte online: l’online resta dominante per le opere sotto i 250.000 dollari
Un dato molto interessante riguarda il rapporto tra vendite online e offline nelle diverse fasce di prezzo. Ed è un dato particolarmente utile per gli artisti, perché mostra con chiarezza che l’online continua a essere centrale in una parte ampia del mercato, cioè quella in cui si colloca moltissima produzione contemporanea.
Fino ai 250.000 dollari, infatti, il canale online risulta quello predominante.
Nel dettaglio, la distribuzione è questa.
- Sotto i 5.000 dollari: 18% online, 3% offline
- Tra 5.000 e 50.000 dollari: 45% online, 10% offline
- Tra 50.000 e 250.000 dollari: 27% online, 14% offline
Dai 250.000 dollari in su, invece, la situazione cambia e torna a prevalere l’offline.
- Tra 250.000 e 1 milione di dollari: 7% online, 18% offline
- Oltre 1 milione di dollari: 2% online, 56% offline

Per chi fa l’artista, il messaggio è molto chiaro: l’online continua a essere uno strumento fortissimo per una parte enorme del mercato, e proprio per questo ha ancora pienamente senso lavorare in quella direzione, soprattutto se ci si rivolge a una fascia medio bassa o intermedia.
Artiste e mercato dell’arte: cresce la presenza femminile
Tra i dati più incoraggianti del report c’è quello relativo alla presenza delle artiste.
Nel mercato primario si arriva al 50%, quindi a una situazione di parità. Considerando il quadro complessivo, la presenza femminile raggiunge il 45%. Anche il peso delle opere realizzate da artiste in termini di vendite continua a crescere.
Naturalmente questo non significa che le disparità siano scomparse. Le differenze restano, soprattutto nelle fasce più alte del mercato. Però il dato segnala comunque un cambiamento reale, che vale la pena osservare.
Per molte artiste questo può essere un segnale positivo. Non risolve da solo i problemi strutturali del sistema, ma indica che qualcosa si sta muovendo e che la presenza femminile nel mercato dell’arte è sempre più visibile e riconosciuta.
Conclusione
Se c’è una cosa che questo report conferma ancora una volta, è che il mercato dell’arte in Italia continua a essere poco adatto agli artisti, soprattutto a quelli che lavorano nelle fasce medio basse e intermedie. Ed è un dato ancora più significativo se si considera che, nonostante la riduzione dell’IVA al 5%, non si è vista quella ripresa che ci si poteva aspettare.
Questo significa che, per molti artisti, continuare a guardare solo al mercato italiano rischia di essere limitante. Ha molto più senso aprirsi all’estero, intercettare pubblici diversi e costruire una presenza che non dipenda soltanto dalle dinamiche locali.
In questo quadro, l’online si conferma uno strumento molto forte. Non solo per farsi conoscere, ma anche per vendere, soprattutto in quella fascia di mercato in cui si muovono moltissimi artisti. È quindi una direzione che ha ancora senso portare avanti con convinzione, e non a caso è una linea su cui insisto spesso.
Guarda il video per l’approfondimento completo:
FAQ riassuntive
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Il mercato dell’arte nel 2025 è cresciuto davvero?
Sì. Nel 2025 il mercato globale dell’arte è cresciuto del 4%, arrivando a 59,6 miliardi di dollari. È un segnale positivo dopo due anni più deboli, anche se la crescita non ha riguardato tutti i Paesi allo stesso modo.
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Come è andato il mercato dell’arte in Italia nel 2025?
Il mercato italiano dell’arte ha registrato un calo del 2%. È un dato deludente anche perché ci si aspettava una ripresa più evidente dopo la riduzione dell’IVA al 5%.
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Quali Paesi sono cresciuti di più nel mercato dell’arte?
Tra i Paesi che hanno registrato le crescite più forti ci sono Svizzera e Austria con +13%, Francia con +9%, Spagna e Corea del Sud con +6%, Stati Uniti con +5% e Regno Unito con +2%.
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Il mercato dell’arte online è ancora importante per gli artisti?
Sì, soprattutto nelle fasce medio basse e intermedie. Sotto i 250.000 dollari, l’online continua a essere predominante rispetto all’offline.
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In quali fasce di prezzo l’online è più forte?
L’online è più forte sotto i 250.000 dollari. In particolare tra 5.000 e 50.000 dollari, dove raggiunge il 45% contro il 10% dell’offline.
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La presenza delle artiste nel mercato dell’arte sta aumentando?
Sì. La presenza delle artiste continua a crescere. Nel mercato primario ha raggiunto il 50%, mentre complessivamente arriva al 45%.
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Perito, Criminologa e Consulente d'arte specializzata nel mercato dell'arte contemporanea. Perito e CTU per il Tribunale di Bergamo, collezionista e membro del Registro Italiano dei Coach Professionisti.

