Lo storytelling per artisti non significa inventarsi una storia interessante. Significa imparare a raccontare ciò che esiste già dietro alle opere: scelte, esperienze, domande, processi, difficoltà e trasformazioni.
Quando una persona osserva un’opera può essere interessata anche a capire da dove nasce, perché l’hai realizzata e quale percorso ti ha portato fin lì.
Questo non significa spiegare tutto o togliere spazio all’interpretazione.
Significa offrire al pubblico alcuni elementi che gli permettano di entrare più profondamente in relazione con il tuo lavoro.
Che cos’è lo storytelling per un artista?
Lo storytelling è l’uso del racconto per organizzare e comunicare esperienze, idee e significati.
Nel caso di un artista può riguardare:
- il proprio percorso;
- la nascita di un’opera;
- una serie;
- il processo creativo;
- una ricerca;
- un cambiamento di stile;
- un materiale;
- una difficoltà;
- un incontro;
- un luogo o un’esperienza significativa.
Il punto non è diventare il protagonista di ogni contenuto.
Il racconto dovrebbe servire a rendere più comprensibile il tuo universo artistico.
Perché lo storytelling può essere utile a un artista
Un’opera può comunicare senza bisogno di spiegazioni.
Ma quando devi presentare il tuo lavoro su un sito, sui social, durante una mostra o davanti a un potenziale collezionista, le parole possono aggiungere contesto.
Raccontare bene il tuo lavoro può aiutarti a:
- rendere più chiara la tua ricerca;
- far capire cosa c’è dietro un’opera;
- essere ricordato più facilmente;
- creare continuità tra opere e comunicazione;
- far conoscere il processo creativo;
- costruire nel tempo una relazione con il pubblico.
Storytelling non significa raccontare tutta la tua vita
Questo è uno degli errori più comuni.
Non tutto ciò che ti è accaduto deve diventare parte della tua comunicazione artistica.
Una storia è utile quando aiuta a comprendere:
- chi sei come artista;
- come lavori;
- perché affronti determinati temi;
- che cosa ha generato un’opera o una serie;
- come si è evoluta la tua ricerca.
Il criterio non dovrebbe essere: “Questa cosa è personale?”
Ma:
“Questa cosa aiuta davvero a comprendere il mio lavoro?”
Da dove partire per raccontare il tuo percorso artistico
Puoi iniziare ponendoti alcune domande.
- Quando hai capito che l’arte avrebbe avuto un ruolo importante nella tua vita?
- Quali esperienze hanno modificato il tuo modo di lavorare?
- Quali temi continuano a tornare nelle tue opere?
- Quali difficoltà hai incontrato?
- Ci sono stati momenti di svolta?
- Quali artisti, persone o esperienze ti hanno influenzato?
- Come è cambiato il tuo lavoro negli anni?
- Che cosa stai cercando attraverso la tua ricerca artistica?
Le risposte possono diventare il materiale da cui costruire il tuo racconto.
Racconta la nascita di un’opera
Non devi necessariamente raccontare sempre la tua intera biografia.
Puoi partire da una singola opera.
Per esempio:
- Da dove è nata l’idea?
- Che cosa ti ha ispirato?
- Perché hai scelto quel materiale?
- Hai cambiato qualcosa durante il processo?
- C’è stato un problema che hai dovuto risolvere?
- Il risultato finale è diverso da quello che immaginavi?
Questo tipo di storytelling è particolarmente utile perché porta l’attenzione direttamente sul lavoro artistico.
Racconta anche il processo creativo
Spesso il pubblico vede soltanto il risultato finale.
Ma ciò che succede prima può essere altrettanto interessante.
Puoi raccontare:
- prove;
- bozzetti;
- scelte cromatiche;
- materiali;
- errori;
- ripensamenti;
- fasi di lavorazione;
- dettagli che normalmente non si vedono.
Questo permette alle persone di capire meglio quanto lavoro, ricerca e decisioni ci siano dietro un’opera.
Le difficoltà possono diventare parte del racconto
Una storia diventa spesso interessante quando esiste una tensione.
Nel percorso di un artista può essere:
- una difficoltà tecnica;
- un periodo di blocco;
- il tentativo di trovare un nuovo linguaggio;
- un progetto che inizialmente non funzionava;
- una scelta professionale difficile;
- la necessità di cambiare metodo;
- un’opera che ha richiesto numerosi tentativi.
Non serve trasformare ogni difficoltà in un dramma.
È sufficiente raccontare in modo concreto che cosa è successo e che cosa hai imparato.
Lo storytelling non deve essere artificiale
Il rischio è cercare di rendere la propria storia più straordinaria di quanto sia.
Non è necessario.
Una piccola esperienza vera può essere molto più interessante di una grande storia costruita artificialmente.
Evita quindi di:
- drammatizzare ogni evento;
- inventare difficoltà;
- trasformare ogni opera in una storia epica;
- utilizzare frasi generiche che potrebbero appartenere a qualunque artista;
- raccontare dettagli personali che non hanno alcuna relazione con il lavoro.
Il Viaggio dell’eroe può essere utile?
Sì, ma è soltanto una delle strutture narrative possibili.
Il cosiddetto Viaggio dell’eroe, associato agli studi di Joseph Campbell, descrive una struttura narrativa in cui il protagonista lascia una condizione iniziale, affronta prove e trasformazioni e ritorna cambiato.
Puoi utilizzarne alcuni elementi per riflettere sul tuo percorso artistico:
- una chiamata;
- una difficoltà;
- un incontro importante;
- una prova;
- una trasformazione;
- un nuovo modo di vedere il proprio lavoro.
Non devi però forzare la tua storia dentro questa struttura.
Se non corrisponde realmente alla tua esperienza, utilizza un altro modo di raccontarti.
La chiamata
Puoi raccontare quando o come hai iniziato a considerarti realmente un artista.
Non deve esserci necessariamente stato un momento improvviso.
Per qualcuno è una decisione precisa, per altri è un processo durato anni.
La domanda interessante è:
che cosa ti ha portato a dedicare una parte così importante della tua vita all’arte?
L’ostacolo
Ogni percorso contiene momenti complessi.
Nel lavoro artistico possono riguardare tecnica, ricerca, carriera o capacità di comunicare ciò che si sta facendo.
Raccontare un ostacolo diventa interessante soprattutto quando mostri come hai provato ad affrontarlo.
Il maestro o l’incontro
Ci sono persone, artisti, libri o esperienze che possono modificare profondamente il nostro modo di lavorare.
Non devono essere necessariamente maestri incontrati personalmente.
Può trattarsi anche di:
- un artista del passato;
- una mostra;
- un professore;
- un libro;
- un luogo;
- un incontro casuale.
Raccontare queste influenze può aiutare il pubblico a comprendere meglio da dove provengono alcuni elementi della tua ricerca.
La trasformazione
Uno dei racconti più interessanti riguarda ciò che è cambiato.
Può essere il passaggio da una tecnica a un’altra, l’abbandono di un soggetto, l’inizio di una nuova serie o un modo completamente diverso di concepire il proprio lavoro.
Il cambiamento permette di mostrare che una carriera artistica non è un’immagine immobile, ma un processo.
Dove utilizzare lo storytelling artistico
Puoi utilizzare queste storie in molti contesti:
- sito web;
- newsletter;
- Instagram;
- presentazioni delle opere;
- mostre;
- interviste;
- podcast;
- cataloghi;
- incontri con il pubblico.
Naturalmente ogni canale richiede una forma diversa.
Una storia raccontata in una newsletter può essere molto più articolata di quella utilizzata in una didascalia Instagram.
Storytelling e brand artistico
Le storie che racconti contribuiscono anche alla percezione complessiva della tua identità.
Per questo storytelling e branding sono strettamente collegati.
Se vuoi approfondire il modo in cui identità, opere e comunicazione possono costruire una percezione coerente del tuo lavoro, puoi vedere il percorso Branding per artisti.
Racconta storie che interessino anche il tuo pubblico
Un errore possibile è utilizzare lo storytelling soltanto per parlare di sé.
Una buona comunicazione considera sempre anche chi ascolta.
Chiediti:
- perché questa storia dovrebbe interessare a chi osserva il mio lavoro?
- che cosa può capire meglio?
- che cosa può scoprire dell’opera?
- quale curiosità può nascere?
Conoscere meglio il proprio pubblico aiuta anche a scegliere quali aspetti della propria ricerca raccontare.
Se vuoi lavorare in modo più approfondito proprio sull’identificazione del pubblico e sulla costruzione dei contenuti, puoi approfondire il percorso Trova i tuoi collezionisti.
5 idee di storytelling per il tuo prossimo contenuto
Se non sai da dove partire, prova a raccontare:
- come è nata una delle tue opere;
- una difficoltà che hai incontrato mentre la realizzavi;
- un materiale che hai scelto e perché;
- una persona o un’esperienza che ha influenzato la tua ricerca;
- che cosa è cambiato nel tuo lavoro negli ultimi anni.
Non servono storie straordinarie.
Serve un punto di vista autentico e collegato al tuo lavoro.
Vuoi rendere più chiara e riconoscibile la tua comunicazione?
Nel percorso Branding per artisti puoi lavorare sulla tua identità, sul posizionamento e sul modo in cui racconti e presenti il tuo lavoro al pubblico.
Se vuoi invece concentrarti soprattutto sul pubblico e sulla costruzione dei contenuti, scopri anche Trova i tuoi collezionisti.
Conclusioni
Lo storytelling per artisti non consiste nel trasformare la propria vita in un romanzo.
Consiste nel saper individuare e raccontare gli elementi che aiutano il pubblico a comprendere meglio opere, processo, identità e ricerca.
Puoi partire da una singola opera, da una scelta, da una difficoltà o da un cambiamento.
La storia più efficace non è necessariamente quella più spettacolare.
È quella che rende il tuo lavoro più comprensibile senza tradirlo.

Cara stefania e’con piacere che’rispondo al tuo suggerimento ,anche perche’penzo che’e’cosa grata parlare con una persona gentile che’si e sforzata di capire il problema dell’artiggianato artistico,mi permetto di suggerirle che’nel mio caso l’attegiamento del suo inedito discorso dovrebbe essere all’argato anche’agli artisti.scrivevo alcuni giorni. Addietro su’Istagram che oggi nel mondo non vi sono che’pochi intenditori ,e veri conscitori d ‘arte’cio mi spingeva a parlare in questo modo la consapevolezza del talento che Iddio ci da.lei mi suggerisce di attuare un aprocio moderno adeguato alle nuove esigenze di mercato, mi creda per l’artista il problema e’di una maggiore l’ungimiranza e’ sta nel fatto di incidere tra cambiare la vecchia cultura del 900 e’fare nuova luce .io la stimo per guello di cui lei propone ma capisco altresi l’incomprensione incui gli artisti sono confinati a condividerre le condivisioni mentre nessuno sa esprimere giudizio .con stima Troina Paolo.
È vero Paolo, siamo in un momento di passaggio e trasformazione e molti artisti fanno fatica a farsi comprendere e conoscere. È per questo motivo che dobbiamo continuare a cercare nuove strade e nuovi approcci per riuscire ad emergere e far sì che gli artisti vengano riconosciuti per il loro vero valore. Grazie per il tuo commento e buona giornata.
Un articolo inaspettato e che arriva dritto in mezzo al petto. Brava. Ci sarebbe da scrivere tantissimo. Il mio e stato veramente tanto sofferto, ma cercherò uno strumento efficace per raccontarlo.
Ciao Elena grazie mille per il tuo apprezzamento. È molto importante 💖sei la riprova che da un percorso difficile possono nascere cose stupende 🤩